In risposta al titolo pubblicato su “La Sicilia” dell'11 dicembre 2012 “Caccia all'uomo nel giorno della solidarietà”. Questo il titolo dell'edizione odierna de “La Sicilia”. Parole che hanno lasciato l'amaro in bocca in seno alla dirigenza azzurra.
Dopo tanti sforzi e sacrifici per la causa, spinti esclusivamente dalla passione che da sempre proviamo per i colori della nostra città, nessuno di noi si aspettava un titolo del genere a caratteri cubitali.
Almeno non nella settimana che ha appena visto l'Asd Città di Siracusa impegnata nel sociale. Un gesto di vicinanza nei confronti dell'amico Giuseppe Mura, passato quasi inosservato. Ciò, però, non cambierà di una virgola i nostri progetti. L'iniziativa di domenica scorsa, è stata l'ennesima dimostrazione che questa società, oltre a fare sport, intende, con i fatti e non a parole, stare al fianco della sua gente. Dei suoi amici, dei suoi tifosi. E questa sarà la linea guida sino al termine della stagione.
Dispiace, invece, che qualcuno abbia preferito mettere maggiormente in risalto l'episodio – spiacevole, che nessuno giustifica – che ha visto coinvolti, al triplice fischio, una decina di ragazzini. Tutto nato per un malinteso. Poi immediatamente chiarito. Proprio come riporta lo stesso articolo firmato dal cronista Maurilio Abela presente allo stadio “Nicola De Simone”.
Sulla stessa lunghezza d'onda, inoltre, le dichiarazioni del Presidente dell'Aia Provinciale Giuseppe Abbate (presente allo stadio ndr), rilasciate proprio a “La Sicilia”: “A fine partita ho parlato con i dirigenti delle due squadre e con il direttore di gara. Ritengo che il caso sia da ridimensionare perché, per fortuna, non è accaduto nulla di grave e alla fine è prevalso il buon senso. La società di casa non può essere ritenuta responsabile di questa situazione, anzi – sottolinea Abbate – va dato atto ai dirigenti di essersi attivati per evitare il contatto fisico tra alcuni degli invasori ed il giocatore del Portopalo. Tutto è finito in pochi minuti”
Ecco, allora, che il titolo usato appare alquanto fuori luogo ed inappropriato.
Su “Aretusa Sport” è addirittura intervenuto l'autore del gol del pari ospite, coinvolto nel battibecco finale con un paio di tifosi. Con sé aveva la maglia “I Love Turris” scambiata per una maglia pro Catania. “A me non interessa nulla del Siracusa o del Catania. Lungi da me qualsiasi idea o tentativo di provocare i tifosi avversari. Ad ogni modo, ringrazio i dirigenti del Città di Siracusa per aver bloccato i più scalmanati e per avermi accompagnato sin dentro lo spogliatoio. Al momento di lasciare lo stadio con le macchine, siamo stati scortati da alcuni poliziotti, ma la situazione era ormai tranquilla. Ripeto, c’è stata un po’ di tensione solo a fine gara ma i dirigenti ed i giocatori del Città di Siracusa sono stati impeccabili nel loro comportamento”
Non servono altre parole.
Noi preferiamo ringraziare i nostri tifosi che hanno partecipato alla raccolta spontanea, donando più di 250,00 euro alla famiglia Mura.